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Le Mani e l’Ascolto 2020 - Fondo Verri

Le Mani e l’Ascolto 2020

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Assieme Mauro Marino e Piero Rapanà gli ospiti Rachele Andrioli, Marco Bardoscia, Mino De Santis, Massimo Donno, Emanuela Gabrieli, Redi Hasa, Pierpaolo Lala, Otto Marco Mercante, Dario Muci, Rocco Nigro, Enza Pagliara, Claudio Prima, Marco Rollo, Giorgia Santoro, Serena Spedicato.

 

Le Mani e l'Ascolto onair 2020, gli artisti:

 

Giorgia Santoro

Per raccontare il lavoro rigoroso di Giorgia Santoro riportiamo alcune note scritte, per la presentazione del lavoro de “La Cantiga de la serena” ensemble che la vede, dal 2008, insieme ad Adolfo La Volpe e Fabrizio Piepoli.«La risacca del mare, il cinguettio di un passero e il vento forse era questo che i viaggiatori sentivano approdando sulle nostre coste, indietro nel tempo, forse solo questo accoglieva le lingue, le preghiere, i canti di chi, straniero non era, nel grande lago mediterraneo, ma solo parte di un insieme mischiato dalle maree, traversato dalle culture e dalle diverse sensibilità. “Creatura di creature è la Terra e creatura di creature è la musica nel celebrarla, l’ensemble, lo stare insieme nel reciproco ascolto è fatto essenziale nella musica, metafora di ciò che dovrebbe essere la vita. “La Serena” (WorkinLabel),del 2016, primo lavoro edito del trio, è un viaggio mosso dalla necessità di andare a cercare l’origine, il primo seme della sensibilità musicale in un Tempo dove, il ‘passato’, coniuga il suo ‘remoto’ e il suo ‘prossimo’,andando a cercare lì dove la melodia ha trovato il primo accordo. Successiva produzione de La Cantiga de la Serena, nel 2019, “La Fortuna” (Dodici Lune)storia di un uomo in mezzo al mare che incontra la sua sorte. M.M.

 

Marco Rollo

Marco Rollo è compositore, pianista e amante dell’elettronicaNiente è acerbo nelle sue composizioni, la “fluidità” chiama le “essenze” a mostrarsi nel pieno del loro vigore, frutto di una maestria coltivata in anni e anni di pratica musicale e di militanza nella scena salentina, alla cortedei migliori interpreti delle contaminazioni maturate in questo nostro felice angolo di mondo dove la musica è regina. Tra le sue collaborazioni Opa Cupa, Ard Trio, Vudz, Raffaele Casarano e Paolo FresuIl debutto discografico da solista nel 2017 con “Fluid”, un lavoro prodotto da Three HandsRecords. Il12 giugno 2020 è uscito su tutte le piattaforme digitali – SoundcloudSpotifyYouTubeun suo nuovo singolo, Seven, un brano in 7/8, un viaggio musicale, in cui il pianoforte dalle melodie classiche incontra le vibrazioni dell’elettronica.

 

Emanuela Gabrieli

Una voce potente e generosa quella di Emanuela Gabrieli, unamilitanza e una carriera artistica, la sua, ricca di esperienze. Il canto e la ricerca vocale, in una sperimentazione che coniuga la musica popolare con un attenta indagine dedicata al cantautorato italiano e alla world music, memorabile lo spettacolo da lei dedicato – accompagnata al pianoforte da Carla Petrachi - a Gabriella Ferri"Voces il canto dell'anima", dedicato alle grandi interpreti che hanno cantato l'amore, la passione e i sentimenti dell'anima.Voci scure, forti, malinconiche dal timbro inconfondibile come: ChavelaVargas, Rosa Balestrieri, OmaraPortuondo, Lucilla Galeazzi, Elena Ledda.Nel suo carnet esperienziale non mancano il cinema, è presente in “Mine Vaganti” di FerzanOzpetek, in “La Santa” di Cosimo Alemà e il teatro, attrice e cantante in Dignità Autonome di Prostituzione” di Luciano Melchionna.

 

Marco Bardoscia

Per presentare Marco Bardoscia vi proponiamo ciò che è splendidamente scritto su www.iyezine.com per presentare Tutti Solo” (2015) lavoro discografico del contrabbassista salentinodopo ‘Opening’ (2007) e ‘The Dreamer’ (2011),: «Nella vita ci vuole coraggio, follia, cuore, spregiudicatezza, talento e arte; queste sono doti cheBardosciain maniera del tutto istintiva e naturale possiede nel suo DNA di uomo e musicista. Non è da tutti decidere di affrontare un ‘corpo a corpo’ con il proprio strumento, specialmente quando questo ti sovrasta in peso e dimensione, si tratta di una vera e propria lotta fra il piccolo Davide e Golia. (…) Marco è un musicista capace di essere coraggioso, folle, generoso, spregiudicato, talentuoso; genio di Aladino di uno strumento difficile, (…) contrabbassistatra i più promettenti dell’attuale scena musicale Jazz italiana, ha suonato e collabora con i maggiori nomi della scena nazionale ed internazionale.Tutti Solomette a nudo tutta la capacità di Marco di muoversi a proprio agio nelle amplissime possibilità espressive del contrabbasso, dalle sonorità più tipicamente jazzy a quelle classiche, dal blues al free, il tutto sempre miscelato e filtrato attraverso le proprie idee compositive, armoniche e melodiche. 

 

Serena Spedicato

Straordinaria voce quella di Serena Spedicato, straordinaria la sua ricerca, interprete eclettica e ricca di sentimento esprime la sua creatività in percorsi musicali variegati, ma raffinati ed eleganti, con particolare predilezione nell’esplorazione di un genere jazz dal sapore cameristico. In studio ha prestato la voce a numerosi progetti discografici come la colonna sonora originale del film “Galantuomini” di Edoardo Winspeare(EMI-Dodicilune, distribuito IRD), al disco omonimo dei Souldiesis anche in qualità di autrice/compositrice (Koinè, distribuito IRD), al disco “PugliAmericaa/r” di Maurizio Petrelli & Big Band (WYSIWYG, distribuito IRD), al disco "Sotto il Celio Azzuro" del compositore salentino Gabriele Rampino. Di recente, inoltre, ha firmato il suo primo album nel 2012My Waits. Tom Waits songbook, un omaggio al grande cantautore statunitense, con arrangiamenti originali del bassista Pierluigi Balducci, prodotto da Koinè byDodicilune, distribuito da IRD e promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV.Suo ultimo lavoro “The ShiningofThingsdedicatedtoDavid Sylvian” edito nel 2019 da Dodicilune.

 

Massimo Donno

Grande la generosità di Massimo Donno, il suo fare è sempre in bilico tra scrittura e cantautorato, tra progetti inediti, teatro e organizzazione culturale. Scrive di lui OliverioMalaspina. «Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà». Il suo primo album “Amore e Marchette” è del 2013 (Ululati/Lupo Editore);nella primavera del 2015 con Riccardo Tesi realizza “Partenze” (VisageMusic). Nel giugno 2017 pubblica “Viva il Re!” (Squilibri Editore-VisageMusic) il libro/cdcontiene interviste e scritti sul mondo delle bande, con importanti contributi di Livio Minafra, Pino Minafra, Rita Botto, Battista Lena. Il cd è realizzato un ensemble bandistico di venti elementi, diretti da Emanuele Coluccia, con il prezioso contributo di Gabriele Mirabassi e Lucilla Galeazzi. Attualmente è in lavorazione la sua quarta produzione discografica.

 

Redi Hasa

Redi Hasa è il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Già pilastro della Bandadriatica, ora stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi costruisce sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione.Nato a Tirana nel 77, inizia gli studi giovanissimo alla VirtuosSchoolofmusic e successivamente all’AcademyofArts di Tirana dove si diploma nel 1998. Lo stesso anno vince una borsa di studio presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce dove consegue il  diploma pochi anni dopo.Ha collaborato con Officina ZoèXantiYaca, Salento Orchestra, Manigold, Adria, BandAdriaticaAdmirShkurtaj Trio, “L’Orchestra Popolare Italiana” e con artisti quali King NaatVeliovKocaniOrkestra, Ambrogio Sparagna, Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Eva Quartet, Enza Pagliara.Dal sodalizio con la cantante Maria Mazzottanasce il disco “Ura” (Finis Terrae 2014) che porta alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del Sud dell’Italia. Attualmente in tour come solista dell’ensemble del pianista Ludovico Einaudi.The StolenCelloè il suo primo album solista (DeccaRecords).

 

Mino De Santis&PantaleoColazzo

Un “cantore contadino” che nulla ha a che fare con i “cantori contadini” che la salentitudine ci ha raccontato in questi anni, Mino De Santisaccompagnato daPantaleoColazzocon le sue canzoni porta colpi bassi e rapidi: ridi e poi, subito ti interroghi. Ascolti e poi consideri! Filosofia? Forse sì. Pensamenti d'un anarchico, d'un sociologo illuminato! Certo è poesia! Autentico canto! Quello che scava, che fa l'autore “voce” di una coralità muta, d'occhi e di parole.Canzoni che usano il dialetto – nell'accezione tugliese - per mischiare senso e umori: la lingua della terra che meglio s’accorda al sentire, nella frontalità del ridere e del rammarico. Con lui, il Salento ha trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero... Ama cantare largo mischiando gli animali alle persone che tutt'uno sono... Natura, soltanto quello. Sentire e poi mandare al fuoco, come nell'Inferno di Dante, chi non merita il dono della poesia!

 

Claudio Prima

La musica come strumento di indagine, di dialogo, di contatto, Claudio Prima muove le sue composizioni con l'istinto del ricercatore, curioso e attento. Con lo sguardo rivolto, allo stesso tempo, fuori e dentro, per cogliere insieme le consonanze e le dissonanze del rapporto con il mondo. L'organetto e la voce respirano questa continua alternanza, aprendosi e chiudendosi all'aria che li sostiene. Racconta di sé, in un'intervista: «È lo strumento fedele dell’indagine continua del viaggiatore, la mia lente d’ingrandimento, portata ogni volta in valigia, col suono e il sapore della terra d’origine, ma con lo sguardo rivolto al prossimo approdo. (…) L’organetto si apre e si chiude e il suo movimento mi permette fisicamente, ad ogni nota, di avvicinare e allontanare mano destra e mano sinistra, così come le sponde dei mari che frequento, nei viaggi e nella musica»

www.claudioprima.it/

 

Rachele Andrioli & Rocco Nigro

Si legge in apertura delle note sulla pagina facebook di Rachele Andrioli & Rocco Nigro: “Per un musicista salentino d’oggi, tutto nasce laddove tutto ha radice, cioè dalla tradizione.La relazione profonda con la tradizione è sentita come “originaria”.Una faccenda più che profonda, quasi un’ossessione, con significati antichi, arcaici.Qualcosa di religioso, o meglio di “devozionale”, di cui non si può fare a meno.I testi del repertorio popolare sembrano chiari ed espliciti ad una prima lettura, ma poi si rivelano pieni di sottintesi e di ambiguità.Questa terra che ha il mare di qua e di là, ti fa esperto di quell’attesa poetica, ti ricorda un che di malinconico, di “atlantico” come nel fado portoghese.C’è, si riconosce, una “malinconia salentina” in musicaIl duo traccia un percorso ben preciso, una successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale, un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare Italiana e del Mondo.Due giovani autori e interpreti che lavorano a una proposta con tratti innovativi, tra un ben radicato tratto salentino e una dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee. Tre i lavori discografici “Malìe (2014), “Maldimè (2015), “Maletiempu” (2018) prodotti dall’etichettasalentinaDodiciLune.

 

Enza Pagliara e Dario Muci

La voce di Enza Pagliara è voce di grande esperienza, «il suo canto è parte del Mondo, della nostra particolarità e di tutto il resto che oltre la linea di confine si muove. Le sue parole, sono quelle della tradizione popolare, raccontano con ironia, con una leggerezza arcaica la sopportazione d'ogni danno. La materia della "pizzica" è in quel "danno" e nel suo superamento. Magnifica quella Terra che sa fare guarigione, virtù dal dolore, anche se solo nella piccola parentesi della danza. Beata quella terra che sa levare il canto per alleviare la fatica. È terra che sa trovare la libertà nella piega, al riparo, nella sua intima preghiera, nella confidenza con la Natura e con Dio. Questo, con “bonacrianza", sa fare Enza Pagliarain quel riparo dove la cortesia detta la regola e fa accoglimento della vita e dell’altro».

«C’è una particolare grazia nella voce di Dario Muci, i sottili, gli alti, i bassi profondi tenuti tutti nella meraviglia del canto, nel dono offerto all’ascolto. Una costanza di ricerca, la sua, da tempo in cammino sulle “tante” strade della musica popolare. Una ricerca aperta, franca, frontale: le lotte, il lavoro, le ingiustizie consumate contro il popolo, l’essere disarmati di fronte al potere, il rivendicare il riscatto possibile. Nomi, persone concrete – Dario Muci canta – testimonianza di un passato necessario alla nostra contemporaneità dimentica di radici, di storie, di valori. La sfida è conservare la memoria, sì, ma non soltanto, la memoria deve essere partecipazione al presente e il suo cantare ne è la prova, una militanza che è monito ed esortazione: “questa terra amala ancora” nonostante la ferita che ogni giorno sconta. Insieme per far fronte all’oltraggio

“Marea”, è la loro opera prima in duo, il lavoro ha preso vita dall’esigenza di rileggere canti dimenticati della tradizione musicale del Tacco d’Italia, raccolti dalla viva voce dei cantori del Sale. Voci, tamburi a cornice e strumenti acustici intrecciano presente e passato, riproposta e tradizione in movimento, facendo brillare struggenti canti d’amore, canti di lavoro e travolgenti pizzichepizziche. Un affresco sonoro dai tratti evocativi in cui si mescolano incanti e chiaroscuri, donando nuova vita ad un corpus di canti e musiche per lungo tempo finite nell’oblio. Abbiamo intervistato Enza Pagliara e Dario Muci per farci raccontare la genesi di questo disco che tiene a battesimo la nuova etichetta Nauna Cantieri Musicali.

 

Pierpaolo Lala

Giornalista per vocazione, addetto stampa per necessità, operatore culturale per curiosità, cantautore e chitarrista per diletto,Pierpaolo Lalaè socio fondatore, lavoratore e vicepresidente di CoolClub. Classe 1977, laureato in Lettere Moderne all’Università del Salento con una tesi in Storia della lingua italiana, nel 2004 ha pubblicato con Maria Vittoria Dell’Anna il volume “Mi consenta un girotondo. Lingua e lessico nella Seconda Repubblica” (Congedo Editore). Dopo una lunga militanza su fanzine e giornali autoprodotti nel 1996 ha iniziato a scrivere su quotidiani e periodici locali e nazionali. Giornalista pubblicista dal 2004, è stato vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia dal 2010 al 2013. Direttore responsabile di Coolclub.it, nel corso degli ultimi 17 anni ha curato l’ufficio stampa di centinaia di eventi, concerti, uscite discografiche, pubblicazioni editoriali, mostre collaborando con alcune delle più importanti realtà pugliesi. È tra gli ideatori delle rassegne “Io non l’ho interrotta”, “Votarti m’affatica” e “Conversazioni sul futuro”. Dal 2011 al 2015 ha organizzato Fornelli indecisi, un concorso di cucina dozzinale che è diventato anche una collana editoriale di Lupo Editore con tre libri all’attivo (“50 sfumature di fritto”, “Una frisella sul mare” e Cucinare con i piedi”). Grazie a questa esperienza è finito su tutti i giornali e i siti italiani e qualche volta anche in radio e in tv. Dal 2014 è nel direttivo della condotta leccese di Slow Food. Scrive canzoni che canta male. Adora la poesia di Fernando Pessoa, Woody Allen, Francesco De Gregori, Diego Armando Maradona e il pasticciotto (che però non può più mangiare). Il suo motto sui social è “posto cose, taggo gente”.

 

Otto Marco Mercante

“Camminando verso casa, con i miei fiori, ho pensato che se ci fosse stata l’apocalisse, la fine del mondo, non avrei più avuto bisogno della disoccupazione e mi sono rincuorato” è un passo tratto da “La vita al tempo dell’Apocalisse, diario di un attore in quarantena” primoa opera letteraria di Otto Marco Mercante, edito da Spagine.Otto Marco Mercante, laureato al Damsspettacolo presso l’Università di Bologna. Pratica un apprendistato alle arti sceniche principalmente frequentando stage e laboratori. Nel ’96 occupa a Bologna il teatro dell’Accademia di Belle Arti, con una gruppo di giovani compagnie bolognesi. Lavora come danzatore con Abbondanza Bertoni, Artemis di Monica Casadei e Compagnia Monica Francia; come attore con i registi Marco Baliani, Marco Martinelli, Fabrizio Arcuri, WernerWass. Firma la regia degli spettacoli “Otello Titolo Provvisorio” (finalista al premio Scenario nel 1999), “L’Incendiario” e “Casa Barbablù”. Effettua anche lavori come light designer per alcuni spettacoli. Dal 2008 è cofondatore di Principio Attivo Teatro, ecclettica compagnia leccese che opera sia nell’ambito del teatro ragazzi che in quello del teatro di ricerca, con la quale tutt’ora collabora.

 

Sul canale youtube di NelBelSalento.it trovi i video inerenti alla serata. Ecco i video:

 

Marco Bardoscia & Rachele Andrioli

 

Claudio Prima & Moris Pellizzari

 

Enza Pagliara & Dario Muci

 

Mino De Santis & Pantaleo Colazzo

 

Emanuela Gabrieli

 

Massimo Donno

 

Marco Rollo & Serena Spedicato

 

Giorgia Santoro - letture di Piero Rapanà

 

Redi Hasa & Rocco Nigro

 

Redi Hasa & Rachele Andrioli & Rocco Nigro

 

Performance finale con Redi Hasa, Rachele Andrioli, Rocco Nigro, Claudio Prima, Marco Bardoscia

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