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I Sentinelle - Gruppo Musicale Salentino

I Sentinelle - Band Musicale Intervista

I Sentinelle, una band musicale salentina sotto i riflettori di NelBelSalento.it per un'interessante e profonda intervista.

I Sentinelle sono 4 formidabili e giovanissimi ragazzi che suonano per passione e che sono determinati a fare di questa la loro vita.

Leggendo le loro risposte scopriremo tutta la forza e la bellezza che portano dentro...

Intervista curata da Antonio Di Lena - Suoni del Silenzio

 

1) Ciao e benvenuti a NelBelSalento.it ...

Ciao a tutti, è un grande piacere per noi essere qui con voi, anche se virtualmente!

 

2) Siete una band giovanissima quindi mi immagino che siate una polveriera, presentatevi...

Nel gruppo siamo 4, Ludovico Spedicato (Voce) ha 22 anni, Samuele Putignano (Chitarra) ne ha 19, Gregorio Zecca (Batteria) 17 anni e Cristiano Gioffreda (Basso) ha 16 anni. Più che una polveriera siamo più come un un trenino a vapore che continua a sferrare colpi alle rotaie. Non ci fermiamo mai, continuiamo a muoverci sui binari provando a scegliere bene la strada giusta, tra i bivi. Ogni giorno siamo al locale a fare musica, a parlare di noi, a metterci dentro tutto quello che abbiamo.
Perché a vapore? Un po' vintage, perché no!

 

3) Siete gli artefici del "Tour Clandestino", fatto comunque nei comuni della vostra terra... cosa ricevete dalla strada che i live nei locali non possono darvi (o viceversa)?

La strada è cruda, è vera. Lo abbiamo sempre pensato e quando ci siamo stati e l'abbiamo vissuta, lo abbiamo capito fino in fondo. Sono due approcci al pubblico differenti. Nel locale chi ascolta c'è già, per strada è una conquista, il cerchio bisogna crearlo ed è più difficile, ma la cosa più bella è vedere centinaia di persone che sono lì per te, per ciò che fai, anche solo per alcuni minuti, rapiti da qualcosa.
L'unica cosa che ci è realmente pesata durante le nostre tappe, da Porto Cesareo a Lecce, Santa Caterina, Otranto, Torre dell'Orso, Nardò, Santa Maria al Bagno e tante altre, è stato incontrare altri artisti di strada, più grandi di noi, in piazza da anni, che per il semplice fatto di essere stati presenti su un determinato territorio da più tempo hanno creduto di poter "gestire la piazza" a loro piacimento, non includendoci e intimandoci più volte, in maniera ingiustificata, di andar via.
Non abbiamo mai ceduto perché la strada è di tutti, la strada è libertà e così deve essere sempre, ognuno deve avere il coraggio e la forza di esprimersi, così abbiamo realizzato il nostro Tour senza pensarci due volte ed è stato bellissimo!

 

4) Tra le tappe dei vostri live spicca un esibizione durante la Festa della Fòcara di Novoli, un grande palcoscenico visto il contesto, come ci siete arrivati e cosa vi ha lasciato questa esperienza?

È stato un live molto intenso, molto sentito, la gente era tantissima e noi ci abbiamo messo tutti noi stessi! Oltre ai vari pezzi in scaletta eravamo lì soprattutto per promuovere "Petali e Chimere", il nostro primo singolo.

 

5) Siete molto attivi socialmente con iniziative contro il bullismo, infatti avete anche girato un videoclip a riguardo, parlateci di questo progetto e se avete riscontrato sensibilizzazione da parte della gente...

Il progetto è proprio legato al singolo di cui vi parlavamo prima. "Petali e Chimere" è sempre stata più di una canzone per noi, da quando è nata fino alla sua pubblicazione e finché la nostra carriera non finirà non smetteremo mai di dirlo: è un sogno.
Speriamo che i fiori, che rappresentano ogni vittima, non vengano mai più abbattuti dai mostri, da quelli nella mente che conserviamo dentro e da quelli che ci braccano, fisici, fuori. A Febbraio, subito dopo l'uscita del singolo abbiamo organizzato alcuni incontri a tema, in varie scuole. A nostro parere proprio il fatto di essere ragazzi, rivolgerci direttamente ai nostri coetanei provando a spiegare ciò che noi sentiamo, ciò che noi vorremmo dal mondo, ciò che in esso non va e farlo proprio lì, a scuola, dove ogni ragazzo o ragazza costruisce le proprie radici e getta le basi della propria vita, ha funzionato. Abbiamo visto ragazzi piangere, ridere, confessarsi e divertirsi, tantissime facce di un unico volto, non possiamo far altro che ringraziarli tutti. Ci siamo sentiti loro e loro noi, siamo entrati in simbiosi ogni volta, l'uno con l'altro, l'uno nell'altro. Purtroppo ci siamo dovuti fermare a causa della pandemia, ma riprenderemo appena possibile, perché questo conta davvero, fare musica che possa parlare e che ci possa dare il pretesto per farlo.

 

6) Quindi l'emergenza covid vi ha un po' frenato, cosa avete in progetto per il futuro?

Stiamo preparando un disco, abbiamo tanti pezzi e tante idee. Ci dedichiamo perennemente a questo, vogliamo andare avanti, crescere insieme, ogni giorno cerchiamo una spinta nuova, un tassello da aggiungere, passo dopo passo, ci innoviamo sempre. Non troverete mai un pezzo uguale, per comporre ci facciamo trasportare da ogni cosa che ci circonda e ogni cosa varia a seconda del tempo, le esperienze, il vissuto di ciascuno di noi. Ognuno ha il suo nella musica e ciò che facciamo è vivere in una perenne influenza reciproca attraverso le nostre sensazioni, per creare il nostro lavoro. Per dar vita a ciò che sono e sarannno I Sentinelle.

 

7) Visti i continui stop dei live, quale pensiate sia l'alternativa per risollevare il mondo della musica adesso?

Purtroppo l'industria musicale non è tutelata e questo è innegabile. Questo periodo maledetto per la salute, per la musica e per il lavoro in generale ha fatto sicuramente luce anche su questa faccenda. Aldilà degli introiti e guadagni che con lo stop dei live non arrivano se non attraverso diritti e passaggi radio o vendita di dischi per gli artisti affermati, sia per gli emergenti come noi che non hanno nessuno alle spalle che per chi vive di serate (fonici, organizzatori di eventi e tutto il mondo che è dietro le quinte) è davvero complicato. È una lotta continua, non si vive ogni giorno, ma si sopravvive. Noi ancora non viviamo di musica, siamo ragazzini, tra noi c'è chi studia lettere classiche in università, chi si è appena diplomato e frequenterà il conservatorio e chi è ancora a scuola, ma è quello che vogliamo fare, bisogna prendere consapevolezza sin da subito. Consapevolezza del ruolo di artista, essere tutelati, conoscere i propri diritti e doveri, sapere cos'è un contratto e riconoscere la sua importanza, ad esempio. (Purtroppo se si va in un locale a chiedere una serata tutto questo non esiste e ora sappiamo quanto invece sia fondamentale). Già durante il Tour Clandestino per richiedere i vari permessi, dopo tantissimi studi, ci siamo imbattuti nell'inesperienza di tantissimi comuni, nessuno aveva mai avuto a che fare con una cosa simile. Nessuno ha mai saputo gestire legalmente una cosa del genere e ci siamo presi carico di tutto. Finché non c'è voce non c'è risultato e finché non c'è studio non ci dev'essere voce.
Quindi ciò che ci sentiamo di dire al momento è che bisogna studiare il tempo in cui ci troviamo, perché non abbiamo mai avuto a che fare con nulla di simile, prendere in mano ogni strumento che abbiamo a disposizione, anche letteralmente nel nostro caso, e dar voce a tutti, parlare, cantare, gridare, piangere e fabbricare soluzioni. Ci siamo dilungati, ma concretamente basterebbe che ogni persona comprendesse il proprio valore e il proprio ruolo fino in fondo, in modo che arrivi anche a chi questo ruolo può assicurarlo, in modo che la vita, in sicurezza, possa essere garantita a tutti. Non basta incrociare le dita, bisogna far vedere quanto sono sporche e sudate, quante incisioni profonde ci sono, ma siamo solo ragazzi, possiamo solo provare a immaginare cosa questo significhi davvero.

 

8) Grazie della disponibilità a presto...

È stato un piacere ed un onore per noi essere qui! Speriamo di poterci incontrare di persona, un giorno, quando tutto questo sarà solo un ricordo lontano perso nel Tempo!


Buona strada,
I Sentinelle.

 

Intervista curata da Antonio Di Lena - Suoni del Silenzio

 

 

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Tags: musica, gruppo musicale, intervista, i sentinelle

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