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Fondo Verri - Associazione Lecce. Presentazione.

Associazione Fondo Verri - Ritrovandoci NBS

Primo incontro della rubrica “Ritrovandoci” di NelBelSalento.it. 

Siamo a casa del Fondo Verri, Associazione Culturale presente nel bel Salento dal 1999. Anche se, come scopriremo l’associazione iniziò ad operare ben 6 anni prima.

Abbiamo fatto due chiacchiere con il sig. Rapanà, vice presidente del Fondo Verri il quale ci racconta la nascita dell’associazione, la scelta del luogo, e come questo sia un ritrovo per tanti artisti famosi ed esordienti.

 

 

Riportiamo, adattandolo allo scritto, il dialogo del video

 

Ciao e grazie di essere qui nel luogo dell’Associazione Culturale Fondo Verri, una piccola sala teatro, un centro culturale che si trova nel centro storico di Lecce vicino l’Accademia di Belle Arti.

Questo luogo è un po’ magico perché abbiamo scoperto che è stata la prima galleria d’arte a Lecce negli anni ’60, con il prof. Caiulo; poi è stata sede di partito, un laboratorio di pittura e cartapesta. Infatti in qui operavano Rita Guido, Anna Maria Massari, dove avevano le loro tele e i loro pennelli, era la loro sede operativa. Era presente anche Silvia Mangia quando per molti anni è stato luogo di costruzione di articoli tipici dell’artigianato leccese, che adesso ne parla tutto il mondo, quelli realizzati in cartapesta. 

Quindi è un luogo impregnato di cultura! Bene!
Innanzitutto anche io volevo salutare tutti i salentini e non che ci seguono, benvenuti Nel Bel Salento. Il sig. Rapanà ha subito introdotto questo luogo. Siamo qui per parlare di questa associazione, il Fondo Verri, un luogo veramente importante per tutto il Salento.

Come dicevi questo posto è impregnato di cultura già dal 1960 grazie al susseguirsi di tutti questi artisti che hai ricordato.

Quando siete entrati qui dentro per la prima volta, perché lo avete fatto e cosa avete sentito, che profumi, che odori, che sensazioni…

La storia è lunga, cercherò di essere quanto più sintetico possibile.

Io e Mauro Marino, le due anime portanti di questo luogo oggi, ci troviamo qui un po’ per caso.

Nei primi anni 90 tornati da una tournée - io vengo dal teatro e sono socio fondatore della Coperativa Astragali che opera oggi in tutto il mondo, Mauro anche è un attore ma è anche un sociologo, giornalista, una persona che si occupa di cultura - tornati da una tournèe, dicevo, con il Teatro Valdoca decidemmo di trovare un luogo dove poter continuare a fare le nostre cose in autonomia. Qui c’era un laboratorio di cartapesta di una nostra cara amica, e decidemmo di iniziare a dare forma e concretezza a quel desiderio che avevamo di incontrare giovani e meno giovani, di presentare libri, di ospitare giovani creativi. Sostanzialmente questo luogo è stato, è e sarà una vetrina per tanti giovani artisti, grazie a tante attività che si sono aperte in questi ultimi 15 anni. Ma 20 anni fa non c’erano luoghi dove il giovane artista poteva presentare la sua scrittura, la sua poesia, la sua pittura, la sua fotografia, non c’erano luoghi. E questo luogo, anche se piccolo fisicamente, è stato un grande incubatore di giovani creativi.

E devo dire che anche io sono stato molto ben accolto da voi, non è facile trovare persone che aprano subito la porta e dicano “Sì, facciamolo”. Son venuto qui per chiedere se potevo intervistarvi, se potevo conoscervi, perché questo è l’intento di Nel Bel Salento: andare alla scoperta delle persone che fanno bello il territorio.

Sì, la nostra porta è una porta sempre aperta.

Il Fondo Verri principalmente è anche un luogo di ascolto, che poi è quello che fa la differenza nell’accogliere l’artista: l’ascolto. Qui sono passati tanti artisti che ora sono molto famosi. Non faccio nomi, ma ci sono tantissimi artisti che hanno fatto qui i loro primi passi, perché era l’unico luogo che dava loro la possibilità di mostrare quello che facevano, per questo dicevo che è stato un grande incubatore.

Molti ci chiedono perché Fondo Verri.

Noi siamo qui dal 1993 e prima questo luogo lo si chiamava Associazione Santa Maria del Paradiso, che prende il nome della via. Non a caso siamo circondati dal vecchio ospedale dei poveri, adesso sede della sovrintendenza, affianco la chiesa, l’Accademia delle Belle Arti, alle nostre spalle un’altra chiesa. Cioè siamo circondati da bellezza. Perciò questo è stato anche un luogo molto attraversato, anche perché uno che arriva da Porta Rudiae il primo luogo che raggiunge è questo. Perciò la nostra porta è sempre stata aperta a tutti.

Nel 1999, grazie anche all’Amministrazione con i Piani Urban, abbiamo ristrutturato il posto, comprando anche un po’ di attrezzatura. Da quel momento l’associazione diventa Associazione Culturale Fondo Verri. Questo nome deriva da un legame molto forte che io e Mauro abbiamo avuto con Antonio Leonardo Verri, grande operatore culturale, poeta, animatore.

Antonio Leonardo Verri è stata una persona straordinaria che purtroppo in Salento manca molto perché capace di tessere grandi rete. Era capace di mettere insieme tanti artisti, era un operatore culturale nel vero senso del termine. Andò via precocemente, nel 1993. Abbiamo voluto intitolare la nostra associazione e continuare la sua opera di scoperta di artisti, di divulgazione della cultura, e allora abbiamo deciso di nostro di continuare il suo operare culturale.

E credo che lo stiate facendo con grande dignità. Quando sono entrato in questo luogo, ti ho visto molto indaffarato e preso proprio dal tuo lavoro trasmettendomi molta passione.

Ti ringrazio. Essendo una piccola associazione, anche se abbiamo tantissimi soci che ci sostengono moralmente e che ci seguono perché apprezzano molto quello che facciamo, ad essere sinceri, facciamo molta fatica a sopravvivere. 

Nonostante il Fondo Verri sia un’associazione storica riconosciuta dal territorio ma non solo, abbiamo tanti amici che risiedono fuori dal Salento, in tutta Italia. Questi se hanno bisogno di qualcosa, ad esempio di stampare un libro, lo facciamo. Però siamo in due, perciò io che sono attore mi occupo anche di amministrazione, organizzazione.

La passione che vedi ci spinge ad essere attivi per continuare a sopravvivere specialmente in questi tempi che, come sappiamo tutti, sono difficili ed è faticosissimo resistere.

Però, appunto questa grande passione, che ci fa continuare a credere che la cultura e la bellezza possano darci una speranza per vivere meglio, la conserviamo ancora.

Ed è quello che vogliamo trasmettere a tutte le persone che vivono nel Salento. Per questo con il progetto Nel Bel Salento ho voluto partire da voi, perché veramente siete un’associazione che trasmettete questo.
Parliamo un po’ del presente e del futuro, considerando la condizione attuale scaturita dal Covid che ci blocca molto, quali sono i vostri eventi e progetti?

Sì, purtroppo la situazione la conosciamo bene.

Tuttavia abbiamo due rassegne nel corso dell’anno che a noi preme molto portare avanti.

Una è “Luoghi d’Allerta” che portiamo avanti da 20 anni. È una rassegna di cultura e spettacolo costruita e pensata per portare la gente in quei luoghi non canonici turisticamente, alla scoperta dei piccoli borghi, delle piccole torri costiere.

In effetti “Luoghi d’Allerta” si chiama così proprio perché il primo anno di questo progetto - ne sono già passati 20 - fu fatto lungo le torri costiere che allora erano tutte abbandonate. Grazie a Dio oggi no, sono tutte restaurate e vissute. Non ci vogliamo mettere medaglie in petto ma dopo 5 anni di questo progetto nel 1998 la Regione Puglia fece una legge per la tutela e la salvaguardia delle torri costiere. Questo è uno dei due progetto che facciamo ogni anno. 

Un altro progetto, sempre annuale, è “Le mani e l’ascolto”. Una lunga e ricca rassegna di libri e musica. Tutto nasce per caso, 22 anni fa, quando avevamo il desiderio di avere qui, dove stiamo noi adesso, un pianoforte a coda. Tu immagina il pianoforte a coda in questo spazio piccolo.

Così da questo sogno nacque una rassegna che facciamo ogni anno per chiudere l’anno vecchio e aprire l’anno nuovo. Perciò “Le mani e l’ascolto” parte dal 18 o 19 dicembre e si conclude il 7 gennaio. Sono 20 anni che non mi faccio un Natale, un Capodanno, siamo sempre qui. Ogni sera c’è un libro e un concerto che proponiamo. L’idea è proprio quella di unire la scrittura con la musica.

Stranamente qui dentro c’è stato anche un coro gospel con 35 persone che cantavano. Lo spazio è piccolo, ma come per magia diventa un grande teatro. Forse è la bellezza di questo luogo. E poi la cosa straordinaria è che tutti i musicisti provenienti da tutte le parti d’Italia e d’Europa quando arrivano qui dentro si innamorano. Perché c’è un’acustica perfetta, perché c’è un’attenzione straordinaria.

L’ultima cosa che abbiamo fatto, risale al mese scorso. Si tratta dell’incisione dell’ultimo un CD di Marco Poeta, un famoso chitarrista di Recanati. Ha suonato con i più grandi artisti di tutto il mondo. Da 7 anni, forse di più, frequenta la nostra terra perché si è innamorato.

È stato qui ospite per caso, anzi ci ha chiamato dicendo: “Vi pago per venire a suonare da voi”… E quest’anno lo presentiamo. Ne approfitto anche per dire che il 26 settembre 2020 al Convitto Palmieri, - perché da marzo tutte le nostre attività non potendole fare qui le abbiamo spostate, grazie al Polo Biblio Museale della Provincia di Lecce, al Convitto Palmieri di Lecce, nella Biblioteca Bernardini, che devo dire che in questi ultimi 6 mesi quel posto è cambiato, è frequentatissimo; ci sono un sacco di attività, un posto veramente vivo nella città che ci voleva. Dicevo di Marco Poeta. Ha voluto che gli producessimo il CD. Infatti lo presentiamo il 26 settembre 2020. È un CD con 10 tracce che ha scritto pensandole e dedicandole al Salento. È un chitarrista straordinario che si fa affiancare da un percussionista salentino: il tamburello non può mancare. 

Questo progetto dice anche dell’attaccamento che abbiamo con chi viene da fuori rispetto a questo luogo. A volte sarà lo spirito di Antonio Leonardo Verri che unisce queste persone.

Quindi possiamo concludere che non è mai il luogo che si fa da sé ma sono le persone che rendono bello il luogo. Si può avere anche uno spazio ristretto però quando in questo circola bellezza si genera cultura e arte.

Non c’è dubbio, sono sempre le persone che fanno il luogo, mai il luogo che fa la persona.

Sì, tanti amici ci hanno detto “spostatevi, prendete un posto più grande”, perché molto spesso durante gli eventi la gente sta fuori. Se andate a vedere su Google Map un nostro amico ha caricato le foto sferiche che partono da Porta Rudiae ed entrando da questa porta, vi fanno vedere tutto lo spazio, che è piccolo; possiamo ospitare solo 50 persone di pubblico, perciò molto spesso non riusciamo a contenere tutti, perciò a volte la porta è aperta e si sta fuori e diventa una cosa molto bella. 

Però il suo essere piccolo è diventato prezioso perché è solo nel piccolo a volte trovi proprio quella bellezza e attenzione e poi c’è quell’acustica che molti musicisti adorano. Questo posto, anche in questi 2 mesi che è stato chiuso, non è stato mai chiuso perché tanti artisti che lo chiedono per provare. La settimana scorsa c’è stato Redi Hasa, che ci ha chiesto lo spazio per provare, ce lo chiede sempre. C’è stato anche Claudio Prima. Domenica questo luogo dell’Associazione Fondo Verri ha ospitato Emanuele Coluccia, Daria Falco e una ballerina per fare un video. Cioè sanno che siamo disponibili ed è un luogo di ascolto, anche se non possiamo permetterci di fare delle cose in pubblico però questo posto è sempre attraversato da artisti, da energie, da bellezza.

Chiudiamo qui questo breve incontro con l’auspicio di rivederci di nuovo per parlare ancora di voi delle vostre attività e di conoscervi sempre meglio.

Sì! Oltre a questo poi c’è la parte editoriale. Il Fondo Verri non è una casa editrice però con la collana “Spagine” pubblichiamo tanti libri di molti giovani poeti, ma non solo giovani. Molti scrittori ci chiedono di pubblicare con noi il proprio libro. Di questa parte però ne parlerà meglio Mauro Marino, il presidente dell’Associazione Fondo Verri: è colui che se ne occupa.

Sì ne parleremo sicuramente quando parleremo anche della biblioteca del Fondo Verri con i suoi 3000 volumi.

Erano 3000: molti libri sono nel magazzino, molti altri li abbiamo donati e prestati ad una biblioteca che sta per nascere nel centro. Perché se dovessimo avere tutti i libri qui non riusciremmo a lavorare. Faremo una cernita e qui conserveremo i libri più preziosi che parlano del territorio e poi gli altri verrano riposti in vari luoghi custoditi e consultabili, perché il libro deve essere consultabile. Molta gente viene qui e chiede in prestito il libro.

Grazie sig. Rapanà, grazie all’Associazione Fondo Verri. Noi ci vediamo ad un prossimo appuntamento a presto Nel Bel Salento.

Arrivederci e venite in Salento!

 

Tags: cultura, associazione

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