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La fine non è l'inganno - Integrazione del cast per la video rappresentazione teatrale

"La fine non è l'inganno", rappresentazione teatrale di Anna Del Tufo, continua ad incuriosire. Bloccato dalle restrizioni Covid, trova il suo naturale e momentaneo mutamento in un Video Teatrale che uscirà prossimamente.

Nel Bel Salento ha intevistato per voi l'attrice Irene Paolucci che è stata integrata nel cast.

Di seguito il video dell'intervista e la sua trascrizione per chi volesse leggere invece di guardare.

ANTONIO: Benvenuti Nel Bel Salento da Antonio Ferriero oggi trattiamo un argomento che già abbiamo già trattato nelle scorse settimane che riguarda una rappresentazione teatrale voluta dall’autrice e regista Anna Del Tufo dal titolo “La fine non è l’inganno”. Nelle scorse settimane abbiamo intervistato il cast, tutto al femminile: sei attrici che ci hanno raccontato un po’ di questa rappresentazione teatrale (in realtà non deve essere svelata nel suo cuore) ma abbiamo visto un po’ in superficie ma non in modo superficiale, scoprendo soprattutto quali sono gli interpreti e i personaggi.

 

Siamo qui insieme a Irene Paolucci perché la regista Anna Del Tufo ha voluto continuare il lavoro teatrale fermatosi causa Covid. La prima messa in scena sarebbe dovuta essere il 28 novembre 2020 ad Alliste e conseguentemente in altri otto paesi della provincia di Lecce che ne avevano già lasciato il patrocinio.

 

Anna Del Tufo ha pensato bene di proseguire con una video rappresentazione teatrale. Oggi, purtroppo, una delle attrici facente parte del cast teatrale non può essere partecipe alla rappresentazione video e la regista ha pensato bene di integrare il cast con l’attrice Irene Paolucci.

 

Irene, parlaci di te come artista.

 

IRENE: La mia passione per l’arte è comincia sin da piccola con i miei genitori, in particolare con mia madre che amava l’opera lirica e con mio padre che avrebbe voluto fare l’attore. Con i miei fratelli e le mie sorelle ci divertivamo a recitare ed a cantare a livello amatoriale. Crescendo ho iniziato ad appassionarmi agli scrittori ed ai poeti della letteratura italiana, tanto che nei temi di italiano le mie scelte cadevano sempre su argomenti letterari.

 

Per quanto riguarda la recitazione ho iniziato in età più adulta prima nel campo cinematografico attraverso una serie di master class e corsi di recitazione con personaggi anche importanti raggi. Da circa tre anni mi sono avvicinata al teatro e grazie al maestro Salvatore Della Villa e ne sono rimasta affascinata, infatti sto ancora continuando un percorso come allieva e ho fatto un bel corso di dizione insomma sono ancora tuttora una sua allieva.

 

ANTONIO: Bene, quindi hai alle spalle tante conoscenze ed esperienze. La conoscenza con Anna Del Tufo come arriva?

 

IRENE: La conoscenza con Anna Del Tufo è avvenuta grazie ad una mia cara amica, Anna Garzia, che mi ha appunto proposto alla regista per un racconto audio che verrà realizzato prossimamente a scopo benefico, per la raccolta fondi destinata al reparto di ematoncologia pediatrica del Vito Fazzi di Lecce, tramite l’associazione “Genitori ematoncologici per un sorriso in più”. Il progetto proposto mi è piaciuto fin da subito e mi sono sentita veramente onorata di farne parte.

 

ANTONIO: Bene, di questo ne parleremo certamente in un’altra rubrica. Ho avuto il piacere ed anche l’onore di leggere il copione de “La fine non è l’inganno”, sono uno dei pochi in verità, poiché, come già detto, non si può svelare il tutto. Ho notato che è facile comprendere la narrazione e intuire il significato del testo. Non sono un attore ma mi sembra che è un po’ più difficile trasmetterne il messaggio, è vero?

 

IRENE: Ritengo che il testo di per sé sia complesso per il tema trattato perché tocca degli aspetti umani interiori e quindi delle tematiche che l’essere umano affronta nel corso della sua esistenza. Prima o poi tutti noi ci poniamo queste domande. Per comunicare ciò che il personaggio vuole trasmettere al pubblico, bisogna calarsi nei suoi panni proprio attraverso le proprie esperienze, tirando fuori aspetti della vita anche se non si sono affrontati direttamente. Provo molta empatia per questo personaggio perché per alcuni aspettimi mi ci rivedo. Prova paura, angoscia ma nello stesso tempo affronta tutto con tenacia e con voglia comunque di andare avanti.

 

ANTONIO: Quello che percepisco e che secondo te questo personaggio vive un qualcosa che è tutti noi uomini siamo chiamati prima o poi a vivere.

 

IRENE: Sì, il testo tratta tematiche che fanno parte dell’essere umano. Ognuno di noi fin dalla nascita si pone delle domande, quindi indipendentemente dall’età, dalla religione e dalla cultura è un argomento che tocca ciascuno di noi fin da piccoli e ce lo portiamo avanti fino alla fine dei nostri giorni.

 

ANTONIO: Grazie Irene. Sono contento di averti conosciuta. Spero di vederti quanto prima all’opera. Sarò io ad effettuare le riprese della video rappresentazione, quindi avremo modo di lavorare insieme a favore del teatro e della cultura.

 Grazie anche alla regista de “La fine non è l’inganno”, Anna Del Tufo.

 

IRENE PAOLUCCI

 

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